Una medaglia, due rovesci.
Il primo: il territorio di Montalto di Castro affonda le sue origini nell’antropizzazione etrusca le cui vestigia sono testimoniate da un’architettura caratterizzata da grandi volumi stereometrici in tufo, molto massivi come il Tempio di Vulci.
Il secondo: nell’immaginario collettivo contemporaneo Montalto di Castro evoca il mondo delle macchine e della tecnologia: immagine legata alla presenza sul territorio della più grande centrale elettrica italiana nata sulle ceneri della mai finita di realizzare, a causa del referendum del 1987, della centrale nucleare.
Il progetto propone un corto-circuito temporale tra le due anime di Montalto: l’arcaicità etrusca e la contemporanea estetica della macchina. Il progetto del nuovo teatro è un grande monolite in cemento armato a faccia vista caratterizzato da leggere variazioni cromatiche sul quale si appoggia, eterea, la torre scenica: un volume in policarbonato che si smaterializza di giorno e si illumina di notte per diventare una grande lanterna luminosa capace di dialogare non solo con il vicino tessuto urbano della città, ma anche con il lontano territorio circostante.
Una nuova piazza in travertino, disegnata dalla deviazione del tracciato della strada di accesso al centro storico, conduce al foyer del nuovo teatro incorniciato da una copertura a sbalzo che introduce il visitatore in un ambiente continuo e ininterrotto in cui foyer, platea e piazza esterna, fluiscono liberamente l’uno nell’altra.
Lo spazio interno è ottenuto attraverso una sottrazione di materia: il blocco di cemento viene scavato così da poter ricavare la misura necessaria per la platea e il palcoscenico che, sul retro, si apre all’arena esterna senza soluzione di continuità in un unicum ininterrotto di spazio libero che attraversa l’intero corpo dell’architettura.
Dati intervento / superficie lotto 10.888 mq, superficie 963 mq, volume 8.600 mc