Masterplan Area Museo Pecci

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L’area

L’area oggetto del presente masterplan esprime un notevole valore urbano per la città di Prato dovuto alla posizione in cui si viene a trovare ed alle relazioni che instaura con le parti urbane vicine. Il fattore di prossimità al casello autostradale di Prato est costituisce un elemento di rilevanza in merito al ruolo di “porta di ingresso alla città”.

La presenza della ciclovia Firenze-Prato costituisce un ulteriore elemento di valore e di centralità, non fosse altro che per la compresenza dell’ulteriore fattore di prossimità con l’intersezione tra il viale Leonardo da Vinci e il viale della Repubblica; nodo viario strategico contraddistinto dalla presenza della Questura di Prato e del Centro per l’arte contemporanea “Luigi Pecci”.

Il progetto deve quindi governare gli elementi esistenti e quelli previsti secondo una logica di valorizzazione e potenziamento delle relazioni per arrivare al disegno di un brano di città espressione della continuità e della qualità della “tensione urbana”.

 

Principi del Progetto

 

Il concetto di relazione viene declinato anche attraverso il concetto di continuità spaziale per rendere possibile l’amplificazione della gamma di relazioni anche in direzioni inaspettate generate da una sorta di isotropia relazionale latente.

I collegamenti tra le varie quote del suolo e dei percorsi sopraelevati vengono affrontati in modo tale da generare esperienze alternative di uso e di percezione della.

Gli spazi pubblici vengono valorizzati in relazione alle risorse esistenti e a quelle previste in modo tale da poter diventare potenziali attrattori di interesse e costituire quindi gli elementi di una rete estesa di nodi di attrazione urbana che dialogano scambiandosi flussi per fattori di prossimità, affinità o complementarità dell’offerta urbana.

 

Il progetto del suolo

 

Viene disegnata la nuova rotonda di forma ovale posta in corrispondenza dell’intersezione del viale L. da Vinci e via E. Berlinguer; quest’ultima serve i parcheggi e le altre aree in previsione per poi proseguire fino all’attuale piazzale antistante il Mc Donald dove confluisce nuovamente sul viale L. da Vinci.

La rotonda costituisce un nuovo spazio pubblico legato al movimento; al centro è previsto uno spazio pavimentato circondato da alberi che filtrano la relazione con l’intorno; sul perimetro dell’ovale si trovano: il collegamento con la ciclovia, la fermata dell’autobus e la rampa che conduce al sottopasso in direzione della Questura. L’insieme di questi elementi ne costituisce un punto di snodo legato alla mobilità sul quale potrebbe trovare posto un servizio di Bike sharing.

Viene infine prevista una piazza pavimentata posta tra il parco e l’edificio direzionale intesa come elemento centrale del progetto sul quale si possono affacciare alcune attività commerciali o di ristorazione.

 

Il Ponte Ciclopedonale

Un importante collegamento della ciclovia con la città è costituito dal ponte pedonale di prossima realizzazione dell’architetto Maurice Nio che collega inoltre il piazzale antistante il Museo Pecci con le aree poste a sud attraversando la cesura costituita dal viale L. da Vinci. Per il raggiungimento della quota necessaria per l’attraversamento dell’importante arteria sono necessarie due rampe inclinate di raccordo con le quote del suolo presenti sul lato del museo e sul lato del parcheggio a sud. Le rampe hanno struttura metallica costituita da un cassone con sezione trasversale articolata in porzioni rettilinee e porzioni circolari in modo tale da costituire un profilo continuo e coordinato per forma e colore con la porzione centrale del ponte formata da una “matassa” stirata di tubolari metallici di varia sezione che riproduce l’immagine efficace di una sorta di sistema vascolare dorato. I pilastri sono in parte costituiti da tubolari metallici ed in parte da setti in cemento armato rivestiti con pannellature a rete. L’ambito che si viene a formare all’interno della forma circolare del percorso determina uno spazio adatto ad ospitare opere d’arte o rappresentazioni di varia natura alle quali si può assistere sistemandosi sul prato in pendenza del nuovo terrapieno, come in una piccola arena naturale. Tale elemento costituisce di fatto la possibilità di espandere l’influenza del museo.

 

L’edificio direzionale

L’edificio appare come una lama vetrata che presenta una scalettatura digradante sul fronte del viale L. da Vinci. La tecnologia del tetto verde interessa l’intera superficie della copertura comprese le superfici a scale che ospitano piante ed arbusti di varia specie e dimensione.

Tali elementi rendono maggiormente congruo l’inserimento urbanistico dell’edificio nel contesto urbano modificandosi nella forma per trovare una relazione interlocutoria con il fronte costruito opposto al viale costituito dalla forma morbida del museo e dagli edifici dell’Art Hotel. La diversa partizione della scansione delle vetrate per piano determina una vibrazione variabile dei prospetti che in generale, per effetto della riflessione delle vetrate tenderanno a dissimularsi nello sky line della.

 

Masterplan Area Museo Pecci

Masterplan Area Museo Pecci