Il concetto della proposta nasce dalla filosofia e i principi fondamentali della stessa Banca Cooperativa di Cipro la quale mette l’uomo (società) al centro, abbracciandolo e proteggendolo. La BCC d’altronde, deve la sua nascita alla società stessa, la quale attraverso le sinergie tra individui, il lavoro e il sostegno reciproco all’interno del movimento cooperativo ha dato forma e forza all’istituto. Tale principio viene ripreso trasformandosi in una struttura di uomini che nasce dalla terra come radici reggendo così un organismo solido, compatto e riconoscibile. Nella sommità invece, l’edificio viene smaterializzato mentre la struttura-società continua ad avanzare verso l’alto. La stessa logica si applica all’interno con la creazione di un vuoto centrale a copertura trasparente.
Il progetto viene composto da due blocchi: l’edificio della banca e l’edificio della fondazione culturale garantendo attraverso la separazione degli usi ininterrotta funzionalità e uso simultaneo di tutte le parti dell’organismo. La massimizzazione e la valorizzazione dello spazio urbano pubblico vengono affrontate come priorità limitando il traffico di veicoli nella parte posteriore del complesso.
L’edificio della banca è munito di facciata ventilata posizionata dietro la struttura portante. A seconda dell’esposizione e della funzione ospitata, vengono applicate diverse tipologie di tamponamento e oscuramento delle superfici trasparenti interne. Il vuoto centrale assume il ruolo di torre per il raffrescamento passivo. L’ampio terrazzo dell’opaco edificio della fondazione culturale rivestito di materiale lapideo viene trasformato in tetto verde. Le uniche aperture sono rivolte a sud verso lo spazio pubblico e vengono protette dal soleggiamento estivo attraverso un colonnato.