Il progetto si configura come una sintesi sinergica tra programma sociale e morfologia del territorio, rifiutando i modelli tradizionali di densità intensiva per dare vita a un insediamento di tipo “parco diffuso”. Collocata strategicamente alla confluenza tra l’asse del Parco ex Ippodromo e quello del Parco Agricolo della Piana, l’architettura emerge direttamente dal paesaggio, trasformando l’elemento naturale nel motore della rigenerazione e della riconoscibilità del luogo. I corpi di fabbrica, caratterizzati da un’altezza di 7-8 piani, trovano il loro riferimento colto nei Richards Laboratories di Louis Kahn e nella verticalità storica di San Gimignano; la mole edificata viene infatti frammentata in un contrappunto compositivo tra esili torri funzionali – che ospitano i cavedi tecnici per il ricambio dell’aria e separano le unità – e volumi terrazzati scanditi da logge profonde due metri. Questa scomposizione volumetrica dialoga con il contesto preesistente attraverso l’adozione delle medesime palette cromatiche e di sistemi di schermatura solare (brise-soleil), mentre a livello del suolo l’impianto urbano si fa permeabile, riducendo la piazza a scacchiera a una “radura nel prato” interconnessa ai giardini da fluidi percorsi ciclopedonali. Il programma funzionale si distribuisce così verticalmente per favorire una transizione fluida tra pubblico e privato: al piano terra, un basamento completamente vetrato ospita una sala polivalente e una sala prove, agendo come un “cannocchiale visivo” che connette la vita condominiale alla scala del quartiere. Infine, per compensare la saturazione del suolo, le principali attività collettive colonizzano la copertura; il roofscape si trasforma in un belvedere attivo ed inclusivo, dove una terrazza solarium ispirata all’intimità dei borghi storici e una serra bioclimatica polifunzionale offrono alla comunità spazi di coabitazione solidale e di incontro intergenerazionale fruibili tutto l’anno.
Dati intervento / 72 appartamenti