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Vilnius National Concert Hall - MDU architetti

Your address will show here +12 34 56 78
CulturalePublic

Vilnius National Concert Hall


WHERE

Vilnius - Lituania

WHEN

2019

WHO

Progettista / MDU Architetti
Collaboratori / Gianmarco Dolfi, Davide Capriotti, Brando Barni,
Francesco Maria Cobucci, Daniele Della Ragione, Lorenzo Perri.
Consulenti /
Progettazione Acustica / Gianluca Zoppi

WHAT

Valnius National Concert Hall Competition / 2019
Dati intervento / superficie intervento 18.600 mq

La nuova National Concert Hall costituisce uno dei luoghi nei quali lo spirito di una nazione prende forma fisica.
Il connubio tra comunità nazionale, istituzioni e territorio risulta maggiormente efficace in quanto limpido, onesto e condiviso.
Il progetto propone un unico segno nello skyline urbano con cui la città si relaziona direttamente, senza la mediazione della complessità. Un tronco di cono rovesciato in cemento chiaro la cui natura rigorosa si svela immediatamente alla vista.
La forma, che racchiude la Concert Hall, pare idealmente avere la capacità di diffondere la musica che contiene nelle spazio intorno.
La dimensione artistica, espressione del contenuto e della forma, si propone di favorire l’armonia come chiave di lettura per interpretare il legame tra cultura società e territorio.
Il luogo scelto in una certa misura suggerisce tale interpretazione in quanto posto sulla sommità della collina di Tauras e quindi visibile nella sua interezza; luogo sul quale la nuova National Concert Hall si porrà per forza di cose in relazione con la città per farsi evidente rappresentazione dell’impalpabile natura della musica come metafora della infinita trama di sottili legami che tengono insieme una comunità.
ARCHITECTURAL CONCEPT
La collina di Tauras è un luogo singolare che permette la progressione nella direzione verticale fino al limite fisico costituito dalla sommità. La connotazione artistica dell’attività da insediare induce ad immaginare di poter lavorare su tali elementi formali cercando di coniugare la dimensione eterea della “materia” musicale con la dimensione “concreta” impressa nella memoria e nell’anima di chi l’ascolta e la recepisce.
Abbiamo così ipotizzato un esito all’interruzione della progressione immaginando che un ribaltamento della forma e dello spazio proprio in corrispondenza della sommità potesse creare un’entità in acciaio e cemento che fosse anche espressione dell’ambiguità tipica dell’immagine riflessa e per tale ragione, scardinando il senso razionale delle cose, essere efficace rappresentazione dell’essenza della musica stessa.
Abbiamo operato la riflessione sull’asse orizzontale della forma della collina collocando un solido tronco-conico rovesciato e sospeso, vi abbiamo poi collocato la grande sala della musica immaginando che quest’ultima potesse idealmente essere diffusa nell’intorno dal contenitore vibrante come se fosse una cassa armonica.
Ci sono quindi due elementi: il tronco di cono che disegna la sommità della collina ed il il suo riflesso rovesciato che determina l’immagine della National Concert Hall.
Il primo è costituito da una gradonata circolare e concentrica in cemento chiaro bocciardato che interseca la cima della collina disegnando una linea di bordo sinuosa.
La gradonata è una sorta di piazza inclinata che degrada verso la città offrendo notevoli spunti per la sosta contemplativa del paesaggio o per sedere ed assistere ad eventuali spettacoli ospitati nel prato del terrapieno sottostante.
La sommità è costituita da un’ampia terrazza panoramica di forma circolare raggiungibile con due gradinate e due percorsi inclinati accessibili ai disabili.
Dalla grande terrazza si accede alla lobby di ingresso attraverso una vetrata di forma circolare che delimita lo spazio interno in modo leggero e trasparente.
Il secondo si presenta con una superficie morbida e semitrasparente per effetto del distanziamento dei ricorsi orizzontali in elementi di cemento chiaro bocciardato che determinano un sorta di scalettatura rastremata.
Tale effetto consente di far vibrare la superficie del tvolume e renderla viva e luminosa nelle ore notturne per effetto dell’illuminazione interna dei percorsi di accesso alla sala principale.
Nelle pareti sono state introdotte alcune distorsioni che creano punti di vista privilegiati dall’interno verso la città oltre a determinare varianti formali nello spartito regolare dei ricorsi paralleli.
L’igresso alla National Concert Hall avviene al livello dell’asse ipotetico di riflessione. La lobby è costituita da uno spazio fisicamente compresso e proiettato fortemente verso la linea dell’orizzonte urbano a 360 gradi. Il pavimento ed il soffitto hanno un alto grado di riflessione che cattura l’immagine riflessa della città circostante e la riverberano all’interno mescolandola con l’immagine riflessa delle persone e delle cose contenute, in un continuo rimando che dilata lo spazio secondo una dimensione verticale immaginaria.
La lobby è quindi uno spazio sostanzialmente vuoto che si anima per effetto del contributo di luce, colore e movimento proveniente dalla città e dalle persone che si avvicinano, entrano e lo attraversano.
La presenza del bancone dell’accoglienza e delle informazioni lo rende il cuore distributivo dell’intero edificio una sorta di soglia attraversata la quale ci si tuffa nella fantasmagorica realtà della musica, della rappresentazione in generale e di tutte le altre attività che il centro culturale contiene.
La sala grande si trova all’interno del tronco di cono rovesciato in modo tale da far coincidere l’immagine architettonica con il cuore pulsante della National Concert Hall.
La forma ricorda un’arena per la musica o un grande nido di cicogna nel quale idealmente nasce e cresce la passione per l’arte.
L’architettura è quindi determinata da una cavea gradonata rivestita in legno nel quale si può assistere alle manifestazioni dai diversi livelli di gradoni mantenendo sempre un ottimo grado di visibilità e di ricezione acustica.
Il soffitto della sala è decorato con una sorta di grande “kabantys sodai” che di fatto supporta il sistema di illuminazione costituito da una miriade di led che permettono la regolazione puntuale della luce.
La sala piccola è collocata nel sottosuolo e formalmente acquisisce il linguaggio architettonico del basamento ovvero una sorta di motivo a fasce dei pannelli laterali in legno che si riferisce concettualmente alla gradonata esterna oltre che al concetto di stratificazione e compressione degli stati tettonici.