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Il secondo Master-Lab Architettura|Ambiente è programmato su una Faculty che include molti tra i più interessanti e innovativi progettisti italiani. I temi del Master saranno sviluppati mediante un sistematico lavoro progettuale con organizzazione dei partecipanti individuale o in piccoli gruppi, come un superstudio-laboratorio. In 5 mesi di attività si realizzeranno almeno 3 progetti.

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LAC Brescia si pone come principale obiettivo l’organizzazione e la promozione di una serie di attività che valorizzino quelle esperienze dell’architettura contemporanea conosciute per la loro qualità, con il fine di coglierne gli elementi costitutivi per poi promuoverli attraverso la loro diffusione.

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Il vuoto non risiede nell’architettura ma nella cultura del progetto.

Il pieno induce a mantenere la giusta concentrazione, ad avere più desideri che rimpianti.

Il vuoto stimola la riflessione.

Il pieno stimola l’azione.

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Cinque domande, 120 secondi per rispondere ad ognuna: 120g intervista le maggiori firme di architettura ed ingegneria della Toscana sui temi di Tuscanyness, Paesaggio, Bellezza, Metodo, Fare Architettura.


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Il volume raccoglie gli spunti metodologici, i contributi più significativi nonché una selezione degli esiti progettuali del laboratorio di progettazione 2C della Facoltà di Architettura di Genova, condotto per gli a.a. 2010-2011 e 2011-2012 da Riccardo Miselli con Eleonora Burlando, avente come tema la residenza collettiva ed orientato nella direzione di aprire una riflessione della specificità come principio di sostenibilità dell’architettura e suo strumento di riscatto nella contemporaneità.



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Quattro ricette urbane che si interrogano sul rapporto tra pubblico e privato nella definizione architettonica di uno spazio urbano. Perchè uno spazio urbano si deve sempre intendere come spazio di pertinenza solo pubblica? Non è forse vero che il privato, attraverso i propri interventi modifica e spesso compromette in maniera irreversibile la qualità di uno spazio urbano pubblico? E allora dove finisce il pubblico e inizia il privato? Dove e come il privato può migliorare la qualità dello spazio pubblico? Dove e come lo spazio pubblico può aiutare e migliorare la qualità di vita delle singole persone, del privato? Le ricette esplorano le diverse soluzioni possibili attraverso la definizione di altrettanti temi: i salotti urbani, le superfetazioni, le protesi urbane e i ruderi urbani.

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Le architetture onomatopeiche misurano la distanza-identificazione tra uomo e architettura. Una forzatura dell’atto creativo…un cortocircuito che genera “mostri poetici” come nelle coraggiose esperienze del dott. Frankenstein: ma “potrebbe andare peggio: potrebbe piovere!”.

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Le visioni nel chianti sono una rete di leggerissimi interventi sul territorio che individuano possibili nuove esperienze nel meraviglioso mondo delle vigne toscane…
Una rete di leggerissimi interventi sul territorio individua possibili nuove esperienze nel meraviglioso mondo delle vigne.

La cappella gentilizia è fatta dello stesso materiale della vigna e costituisce un luogo singolare di mediazione che spicca dalla superficie verde. La cappella nasce dalla conformazione dei filari di vite, il materiale di cui è fatta è il legno, il ferro e la vite.

La nuova piazza di Panzano, piazza panoramica, è come un molo che si proietta nel paesaggio sinuoso delle vigne e dei poderi, è fatta di legno e acciaio; è quindi: modificabile, reversibile e riciclabile.

I tappeti sono luoghi dove sostare e godere del paesaggio delle vigne, i tappeti sono una morbida superficie fatta con pali di legno infissi nel terreno.

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Il “filtro” dell’emozione umana fonde ciò che, razionalmente, può sembrare diverso.

La Città Celeste è una misurazione poetica dei luoghi della nostra vita.

Mettiamo l’uomo al centro del mondo per una rinnovata simbiosi “emozionale” tra tutte le cose.

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L’architettura è solida. L’architettura è qualcosa di ingombrante, di scomodo che spesso incide pesantemente sul territorio lasciando un segno indelebile negli uomini e nel paesaggio. Se prima c’era un bel panorama, dopo la costruzione di un’architettura quel panorama non esiste più per il solo fatto che l’architettura non è trasparente e con la sua mole e la sua gravità diventa un vero e proprio ostacolo visivo, rende meno percepibile il luogo intorno. L’architettura mangia suolo.
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